Le classiche indagini sono morte

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Risultati più attendibili e veloci per tutte le aziende (anche le PMI) grazie alle indagini online tramite Big Data: ecco perché le classiche ricerche di mercato sono morte

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Ti è mai capitato di commissionare classiche ricerche di mercato per la tua azienda o anche solo partecipare, come privato cittadino, ad una indagine telefonica?

Probabilmente sì.

Le ricerche di marketing sono da sempre uno strumento fondamentale a disposizione di imprenditori e manager per prendere le migliori decisioni operative e strategiche.

In questi anni però abbiamo assistito ad un profondo cambiamento nel settore delle indagini di mercato.

Sempre più spesso le aziende, per avere a disposizione i migliori insightfanno ricorso ai dati e agli strumenti di ricerca online.

Se, fino a qualche anno fa, si sfruttavano esclusivamente metodologie tradizionali quali il questionario cartaceo o le interviste telefoniche, oggi gli strumenti di indagine a disposizione sono infinitamente più veloci e attendibili (e spesso anche più vantaggiose dal punto di vista economico).

Ma procediamo con ordine…​​

Hai mai partecipato ad un’indagine telefonica?

Quando un istituto di ricerche di mercato tradizionali ti contatta telefonicamente, la prima reazione che si prova, solitamente, è la diffidenza iniziale.

Un sentimento che bisogna superare e che non è certo causato dai gentili operatori della società, quanto dall’abitudine ad essere contattati (ops, disturbati) da provider telefonici, di luce e gas o pay tv.

Un’altra criticità è quella legata al tempo a disposizione.​

Personalmente ho sempre accettato di lasciarmi intervistare (per deformazione professionale), ma l’investimento in termini di tempo (e pazienza) è importante.

Devi mettere a budget almeno 10-15 minuti se si vuole rispondere seriamente a tutti i quesiti che ti vengono posti.​

Già, i quesiti.

Questo è il nodo della questione.

Se hai partecipato anche tu a questi sondaggi telefonici ti sarà senz’altro capitato di pensare che alcuni dei quesiti fossero posti in modo totalmente inadeguato ad ottenere una risposta obiettiva.​

Come si fa a sintetizzare in “molto”, “molto poco” oppure in una scala numerica da 0 a 10 una risposta che andrebbe argomentata e che avrebbe sfaccettature più complesse?​

A quel punto, subentra la voglia di passare alla domanda successiva per non perdere troppo tempo.​

Et voilà, la risposta “inventata” è servita.​

Peccato che spesso gli intervistatori (sottopagati) non comprendano (o si disinteressano) l’impatto e le conseguenze di un’interpretazione errata.​

A loro interessa solo completare i sondaggi più velocemente possibile visto che vengono retribuiti in base a quanti ne completano.​

Cosa può significare per la tua azienda una risposta tirata a caso dalla maggior parte degli intervistati?​​

Hai mai commissionato una ricerca di mercato tradizionale?

Se non ti è mai capitato di partecipare ad un’indagine telefonica, forse ti sarà successo di dover commissionare una ricerca di mercato tradizionale o partecipare alla presentazione dei risultati di una ricerca in azienda.

Quello che, spesso, capita in questi casi è assistere a lunghe presentazioni il cui focus si disperde tra decine di domande quando si potrebbe condensare in realtà nell’esito di 2-3 domande.

Di più: alle volte i risultati che emergono da queste risposte non sembrano coerenti con quelli evidenziati da altri quesiti e si entra così nel mondo dell’improvvisazione e dei “forse”.

E a quel punto, probabilmente, ti sarai chiesto: “ma questa ricerca sarà davvero utile al mio scopo?”.​​

Le origini delle Ricerche di Mercato

Quand’è che le aziende hanno sentito il bisogno di effettuare ricerche di mercato?

Una delle tesi più accreditate si rifà all’avvento della produzione di massa.

In quel momento le aziende hanno iniziato progressivamente ad allontanarsi dalla realtà del proprio mercato locale per garantire una produzione su larga scala e un’offerta spesso perfino superiore alla domanda reale.

Proprio in questo contesto le imprese hanno iniziato ad avvertire l’esigenza di mettere in campo ricerche di marketing per ridurre questo gap, cercando di rispondere a domande fondamentali per individuare il proprio target ovvero la clientela di riferimento, il timing d’acquisto e le motivazioni che influenzano, in un senso o nell’altro questa decisione d’acquisto.

I metodi di ricerca tradizionali sono stati perfetti per questi scopi. Almeno fino a quando il web non è entrato nella sua fase 2.0 ormai una decina d’anni fa.

Social network, blog, siti di recensioni e forum hanno rivoluzionato la prospettiva potenziando l’interazione tra il cliente e l’azienda come mai prima d’ora.

Finalmente, il flusso comunicativo tra cliente e azienda non è più unidirezionale bensì bidirezionale.

Il cliente assume un ruolo attivo nel processo comunicativo condividendo contenuti, opinioni, preferenze…

Ora che il cliente può comunicare direttamente con l’azienda si crea una “convergenza digitale’’ che rende quasi superflui i metodi di ricerca classici. Non certo le ricerche di mercato…​​

I limiti delle classiche ricerche di mercato

Il punto è che i metodi di ricerca tradizionali si rivelano spesso inadeguati a fornire spunti utili sia perché il consumatore ha profondamente cambiato il modo in cui decide di acquistare un prodotto o un servizio sia perché i mercati sono diventati estremamente veloci.

La velocità è nemica dei metodi classici di ricerca che diventano attendibili quanto più tempo hanno a disposizione.

Se il tempo è poco (ultimamente capita sempre più spesso), devono per forza lavorare su una base di rispondenti ridotta e già per questo poco attendibile.

In linea di massima, le ricerche di mercato tradizionali si dividono in:

➡️ Ricerche qualitative: indagano di solito comportamenti e atteggiamenti i cui risultati difficilmente essere rappresentati sotto forma di numeri o relazioni. Per questo lo strumento principale delle ricerche qualitative è l’intervista.

➡️ Ricerche quantitative: si occupano invece di indagare fenomeni i cui risultati possono essere rappresentati sotto forma di numeri e relazioni. Sono per lo più ricerche statistiche che analizzano la popolazione oggetto di studio o il fenomeno in esame considerando relazioni, valori, proporzioni e percentuali.​​

Il futuro è nelle Ricerche di Mercato online tramite Big Data

indagini online tramite bigdata

Chi pensa che il grande vantaggio offerto dalle ricerche online sia soprattutto quello di poter raggiungere una più vasta gamma di intervistati che per diverse ragioni (geografiche e non), sarebbero difficilmente sfruttabili dagli altri canali di ricerca si sbaglia di grosso.

Non è solo una questione quantitativa ma soprattutto qualitativa.

La differenza tra ricerche tradizionali e indagini online tramite Big Data sta nel livello di utilità delle ricerche all’interno dei diversi ambiti decisionali dell’azienda.

Il dato è di per sé oggettivo.

L’informazione che si ricava dall’ascolto della rete (web listening) non è “filtrata” in alcun modo e risulta quindi estremamente affidabile.

Il valore delle indagini svolte utilizzando i Big Data online sta nello studiare contemporaneamente dati eterogenei sia per quanto riguarda le fonti (siti, articoli, Media, video, blog, social, riviste, portali, forum, ecommerce, marketplace, ecc.) che il formato (audio, video, immagini, testi, hashtag, ecc.)

Da un punto di vista “accademico” possiamo dire che i Big Data, al contrario delle ricerche di mercato tradizionali, permettono una raccolta a flusso continuo di dati relativi ad effettivi comportamenti di un campione di individui maggiore in termini numerici e maggiormente in target.​

Grazie ai Big Data possiamo rappresentare graficamente i dati in modo unico, innovativo, in grado di ispirare le aziende a fare cose meravigliose e ad approfondire nuovi scenari che altrimenti sarebbero impossibili anche solo da immaginare.​Questo può essere considerato l’aspetto che, più di tutti, ha attirato l’attenzione delle aziende verso questi nuovi sistemi di ricerca. Ma la chiave di volta che ne ha decretato il successo, sorprendentemente, non è nemmeno questa.​​La rivoluzione delle Ricerche di Mercato: indagini online tramite Big Data per le PMI​

indagini online tramite Big Data

Finalmente le aziende, anche quelle più piccole e con una presenza online limitata hanno a disposizione uno strumento accessibile per comprendere i trend del proprio mercato esattamente come i big del loro settore.È questo l’aspetto più rivoluzionario delle ricerche di mercato tramite dati.Aziende piccole e medie, che non hanno ancora concluso il proprio percorso di digital transformation possono accedere a una serie di informazioni di cui mai avrebbero potuto disporre con le ricerche di mercato classiche (sia per questioni economiche che per i già citati limiti di questi sistemi di ricerca).Qualcosa di simile era accaduto una quindicina d’anni fa o più.A quel tempo si vendevano molti navigatori satellitari che costavano diverse centinaia di euro.Uno strumento rivoluzionario che mandava finalmente in pensione le vecchie mappe stropicciate o le soste improvvisate per chiedere informazioni a qualche passante nel tentativo di raggiungere la propria destinazione.Molti navigatori si acquistavano a parte e solo poche automobili lussuose li avevano già integrati nei propri sistemi di guida.Chi li desiderava integrare come optional doveva sborsare migliaia di euro.Poi, un giorno tutti gli smartphone hanno iniziato a poter contare su connessioni dati più ampie e stabili, Google, Apple e numerosi altri player hanno rilasciato mappe gratuite di tutto il mondo.E quasi d’improvviso, ogni persona con uno smartphone non aveva più alcun bisogno di acquistare costosi navigatori satellitari da applicare con precarie ventose al vetro della propria auto, di acquistare aggiornamenti o di tentare di attraversare terreni agricoli segnalati come strade percorribili…Tutto (quasi) gratis. Perché i costi erano quelli del proprio abbonamento internet da mobile. Non c’era più partita.Game over.In fondo le classiche ricerche di mercato sono un po’ come quei vecchi navigatori gps a ventosa che forse qualcuno di noi conserva ancora in qualche cassetto o in cantina.Presente e futuro sono nelle indagini online tramite Big Data.

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