Big Data & Privacy concerns: ecco come stanno le cose

Big data e privacy concerns: ciò che devi sapere

Facciamo un po’ di chiarezza sul rapporto (spesso frainteso) tra i dati online e la privacy.

Quando si parla di utilizzo di big data per le ricerche di mercato o per le analisi della concorrenza è facile, specie se sei un manager e non un tecnico, mischiare le cose e fraintendere alcune nozioni.

Magari sei capitato su questo articolo proprio perché sei un imprenditore che sta valutando quali mosse effettuare per dare una svolta al proprio business e hai individuato nell’analisi di mercato coi dati online quella giusta.

E fin qui tutto bene.

Ma una parolina di cui sempre più spesso si parla ha fatto irruzione nella tua mente: la privacy.

Potresti aver pensato: “Ma con tutte le questioni legate alla privacy, sarà legale prendere i dati delle persone per metterli al servizio del mio business?

La privacy nell'utilizzo dei big data

Nulla da dire, hai agito con grande senso di responsabilità e giustamente hai cercato di vederci più chiaro. E noi di Central Marketing Intelligence siamo pronti a tranquillizzarti e illuminare questo angolo buio.

Vediamo dunque cosa dovresti sapere sulla relazione tra big data e privacy!

Ecco perché l’utilizzo dei big data non ti espone al rischio di violazione privacy.

Cominciamo col dirti che lo studio dei big data per ricerche di mercato e di marketing non ha nulla a che vedere con il cybercrime o lo spionaggio informatico.

Nel momento in cui ti rivolgi ad un’agenzia ricerche di mercato come la nostra per indagare su cosa stia accadendo nel tuo settore di riferimento non stai facendo altro che sfruttare la grande mole di dati che le persone stesse, ogni secondo, generano e immettono nella rete.

Non stai andando a rubare dati privati come password o estremi bancari insomma, ma semplicemente a commissionare delle ricerche che ti possano aiutare ad avere un quadro più chiaro di una certa situazione di tuo interesse.

Le azioni che mirano a ottenere un responso sulle tendenze di un preciso mercato o a capire qual è l’opinione diffusa delle persone riguardo a un determinato argomento ad esempio, sono assolutamente legali e il problema della privacy non si pone proprio.

E sai perché?

Quando si accede ai big data si va ad acquisire una quantità innumerevole di interazioni e azioni anonime sul web e le si analizza a 360 gradi senza focalizzarsi su ogni singolo utente che le ha generate.

Leggi anche: Ricerche di mercato, cosa sono e quali sono le differenze con le ricerche di marketing

L’oggetto dell’interesse per l’appunto non è conoscere nome e cognome di tutti gli utenti che in un mese hanno fatto una ricerca su Google, ma sapere in quanti lo hanno fatto, all’interno di quali dinamiche e per quale motivo.

Di fatto quando si parla di big data le informazioni personali non vengono proprio evidenziate, anche perché non sono utili e funzionali al tipo di osservazione che intendi fare.

Tuttavia anche quando i dati in sé non costituiscono un pericolo, bisogna fare attenzione all’uso che se ne fa.

Spieghiamoci meglio.

La privacy nelle ricerche di mercato

In che modo l’utilizzo dei dati potrebbe andare a invadere la privacy delle persone.

Abbiamo detto che i big data non mostrano dati sensibili. Tuttavia, pur non costituendo un’invasione della privacy delle persone, possono essere utilizzati per scopi che in qualche modo potrebbero dar vita a una problematica di questo tipo.

In che modo?

Beh, attraverso lo studio e l’analisi dei big data si entra in possesso di un grande “potere”: quello di avere una capacità di visione molto ampia.

Utilizzare questo potere per creare campagne che vadano a influenzare il modo di pensare o di fare delle persone può costituire a livello morale un problema di privacy. Naturalmente il fatto che le persone si lascino influenzare o meno è una loro responsabilità.

Compiere delle azioni sulla base dei risultati di una ricerca di mercato fa parte del normale modo di agire di un imprenditore e finché non utilizzi dati personali di terzi per strutturare i tuoi annunci il problema non si pone.

La differenza tra big data e small data.

Diverso è quando oltre ai dati generici si sfruttano anche gli small data. Questo genere di dati mettono in evidenza nomi e cognomi, indirizzi mail e indirizzi IP di chi effettua un acquisto su Amazon o di chi effettua una ricerca su Google.

In questo caso si osservano i dati in maniera molto dettagliata e un utilizzo di quelli sensibili al servizio dei propri scopi senza autorizzazione costituisce una violazione della privacy.

Ma se il tuo obbiettivo è avere delle risposte da una ricerca di mercato tutto ciò non ti riguarda. Anche perché non sei tu a compiere l’esplorazione all’interno del vasto mondo dei dati.

Per questo ci siamo noi di Central Marketing Intelligence!

Leggi anche: Informazioni Aziendali & Big Data: oggi le risposte sono online!

I big data al servizio del business? Nessun problema di privacy se agisci in maniera corretta.

La nostra agenzia mette sul piatto un’opportunità unica per te: quella di ricevere un report dettagliato rispetto a quelli che sono i tuoi obbiettivi aziendali.

Grazie a metodi di ricerca rivoluzionari combinati all’utilizzo dei migliori tools sul mercato possiamo sfruttare il potere dei big data a tuo vantaggio. E non ci limitiamo a cercare i dati e studiarli, ma ci impegniamo a elaborare un piano d’azione che sia applicabile da subito perché tu possa ottenere i risultati a cui ambisci.

Il tutto naturalmente nel pieno rispetto della privacy, dal momento che i dati che andremo a studiare saranno Big.

Che ne dici? Ti senti pronto a fare il prossimo passo?

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