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Community online: così fai crescere visibilità e appeal del tuo brand

Le community online sono il luogo migliore per intercettare il tuo target, migliorare visibilità e brand awareness della tua azienda. Ecco come trovarle e sfruttarle nel modo giusto.

L’unione fa la forza. Basta questo adagio popolare un po’ abusato per sintetizzare l’importanza della community online nell’era del web e del digital per le imprese? Evidentemente no.

Ma è un punto di partenza importante, perché ribalta una prospettiva che per anni ha visto le aziende impostare una comunicazione e un marketing unidirezionale.

Questo articolo non è dedicato a chi cerca idee per avviare un nuovo business o “formule magiche” per aumentare le proprie vendite, ma ad imprenditori che sanno già di cosa hanno bisogno: espandere la visibilità della propria azienda.

 

Il paradosso dello spazio per le community online

Iniziamo da un paradosso.

Da sempre le persone si aggregano in comunità piccole o grandi. Luoghi che diventano familiari, perfino sicuri. E il web non ha fatto altro che amplificare questi spazi pur rendendoli virtuali. Ma le aziende li conoscono e li sanno sfruttare a dovere?

Tra forum, social network, blog e siti tematici l’unica cosa che non manca online è lo spazio. Uno spazio enorme, sconfinato. Nel quale però le persone hanno un bisogno impellente di ritagliarsi uno spazio piccolo, una propria nicchia.

E quanto più piccola è una nicchia, tanto più potenziale nasconde.

Quella che è iniziata come una lezione fin troppo teorica sul mondo delle comunità umane dalla preistoria ai giorni nostri è tremendamente concreta e pratica per chi fa business. Perché le community online sono il luogo migliore per intercettare il tuo target.

The money is in the community

Qualunque sia il tuo lavoro, qualunque sia l’articolo che produci, il servizio che eroghi o l’hobby che pratichi, per quanto siano rari o bizzarri, devi sapere che al mondo ci sono persone (e aziende) che condividono il tuo stesso interesse.

Permettimi di aprire una piccola parentesi. Perché il grande equivoco, o meglio inganno, che tanti “venditori di fumo” hanno spacciato per anni è che attraverso un sito web o azioni di digital strategy il tuo business diventasse visibile a milioni di potenziali clienti. Come dire: siccome nel mondo ci sono milioni di industrie, se tu produci viti puoi potenzialmente trovare milioni di nuovi potenziali clienti.

Favole.

La verità è che il target, per essere tale, non è una massa indefinita composta da aziende o persone quanto un gruppo di sottoinsiemi specifici e definiti. E tanto più sono piccoli, quanto più rappresentano il tuo target ideale e quindi quello realmente interessato ai tuoi prodotti o servizi.

È molto probabile che la tua azienda abbia una serie di concorrenti che offrono prodotti e/o servizi simili ai tuoi. Una comunità online che funziona può aiutarti posizionare il tuo brand davanti ai tuoi competitor e aumentare significativamente la probabilità che i membri si rivolgano a te invece che a loro per i suoi acquisti.

Quando gli utenti online vedono che un’azienda ha un buon seguito online con membri attivi in comunità, sicuramente la sua percezione dei prodotti/servizi di questa azienda migliora.

È una una sorta di passaparola virtuale: se le persone “ronzano” intorno alla tua azienda, il tuo sito sarà il miele metaforico che attirerà grandi sciami di api.

 

Scopri la Community Online di persone Multipotenziali

 

Come scovare le community online

Regola numero uno per trovare le community online per il tuo business: non metterti a navigare un po’ alla cieca cercando il nome dei tuoi prodotti o servizi sui motori di ricerca e poi scorrere le pagine di Google a ritroso. E’ un “viaggio” che sai dove inizia ma non sai dove finisce. Ed è pure un bel po’ noioso, vero?

Datti un metodo e parti dai social network, dalla barra di ricerca: inserisci il termine principale per indicare il tuo settore e/o il tuo target, qundi per scremare i risultati, hai la possibilità di cercare solo i “Gruppi”.

Su Facebook ci sono molti gruppi che possono essere chiusi o aperti, o anche pagine molto tematiche. Su Facebook c’è un po’ di tutto, quindi dovrai scremare un po’ i risultati mentre LinkedIn, specie in ambito B2B ti permette ricerche più mirate.

Se io avessi un’azienda che produce articoli per la prima infanzia, ad esempio, non mi lascerei sfuggire consiglio, suggerimenti e spunti che arrivano dai molti gruppi di “mamma in gravidanza” che sono stati creati sul social di Mark Zuckerberg.

community online mamme in gravidanza fb

Basta dare un’occhiata a questo screenshot per visualizzare i primi risultati della ricerca “mamma in gravidanza” per rendersi conto di quanti gruppi attivi esistono in rete. Solo il primo di questo elenco conta più di 39 mila iscritti e una media di 470 post al giorno! E stiamo parlando di quasi 40 mila clienti in target.

Naturalmente diventa difficile iscriversi a tutti questi gruppi e monitorarli costantemente, ecco che diventa quindi importante selezionare quelli più attivi e all’interno dei quali ci sono più contenuti che riguardano i prodotti/servizi che commercializza la tua azienda.

Se passiamo da Facebook a LinkedIn, il discorso non cambia. Quello che cambia è senza dubbio la tipologia di target a cui ci si può rivolgere, dal B2C al B2BI LinkedIn Groups sono un ottimo strumento per generare lead nonché il luogo ideale in cui far percepire a clienti e fornitori la tua autorevolezza.

Qualche numero? Una rapida ricerca per “ingegneri” ha prodotto nella categoria “gruppi” risultati divisi in 31 pagine. Considerando che ogni pagina mostra 10 risultati stiamo parlando di oltre 300 gruppi formati da ingegneri, ognuno dei quali ha migliaia di iscritti.

 

schermata gruppi ingegneri linkedin

 

Ma non ci sono solo i social perché ogni settore merceologico ha associazioni di categoria piuttosto che federazioni con dei propri spazi web…

Certamente, un metodo è importante, ma ovviamente la ricerca può essere lunga e complessa. Non a caso sono sempre di più i clienti di CMI che ci chiedono proprio di individuare, attraverso i big data, quali sono gli spazi online che potrebbero sfruttare…

Insomma, se ti stai chiedendo dove puoi trovare la tua comunità online, la risposta è: ovunque.

 

E poi?

Una volta trovata una o più comunità, non ti resta che entrare. Ci sono community aperte e chiuse. Per quelle chiuse sarà l’Amministratore a valutare la tua richiesta di accesso. In questo caso ti consiglio di leggere le regole della netiquette della community prima di partire col piede sbagliato. Non è così inusuale che alcune community vietino la promozione diretta dei propri prodotti e servizio all’interno dei propri spazi. Il che non significa che tu non possa comunque sfruttarli…

Se non vuoi/puoi entrare come un membro della community, puoi contattare l’Amministratore e proporgli offerte/promozioni dedicate in esclusiva ai membri del suo gruppo. Ad esempio, puoi proporgli una promozione con una certa percentuale di sconto su un tuo prodotto/servizio, oppure un webinar dedicato o un evento… che a questo punto saranno proposti all’interno del gruppo dallo stesso Amministratore.

L’importante è entrare nel modo giusto, come se stessi entrando per la prima volta a casa di qualcuno. Prima di dare i tuoi contributi diretti, leggi quelli dei membri esistenti per capire tono, regole e farti un’idea di come vengono trattati gli argomenti. Nei forum, per fare un esempio, tanti nuovi iscritti chiedono informazioni su un determinato argomento e la prima risposta che ricevono è che ci sono già decine di thread aperti sullo stesso argomento…

Peggio ancora: LinkedIn ha un sistema di protezione contro i messaggi considerati molesti: Swam. Chi utilizza i gruppi solo per proporre in modo invadente i propri prodotti e servizi può essere segnalato da altri membri come “potenziale spammatore” e i tuoi messaggi da quel momento, richiederanno sempre la approvazione preventiva del moderatore per la pubblicazione.

Si tratta solo di un esempio, ma è la dimostrazione di quanto imparare ad ascoltare prima di parlare sia decisivo…

 

E se la community online la creassi tu?

E così stai pensando di costruire una fiorente comunità online?

Lo so, una forte comunità online è essenziale per la tua brand awarness e per amplificare la visibilità e la credibilità della tua azienda.

Innanzitutto devi sapere che ci vorrà del tempo e non sarà facile. Le comunità online sono speciali in quanto hanno la capacità di riunire le persone di qualsiasi luogo e ceto sociale in un luogo centralizzato, il più delle volte basato su un interesse, un background o altra comunanza condivisi. I membri della comunità non devono necessariamente conoscersi per condividere idee e consigli, e quindi un senso di legame e comprensione.

Insomma, non dovrai solo dimostrare di essere preparato sugli argomenti ma dovrai essere all’occorrenza, un bravo psicologo. Perché in ogni community si creano dinamiche ed equilibri che devono essere rispettati, altrimenti il risultato dei tuoi sforzi sarebbe vano per non dire controproducente.

Il mio consiglio è che ogni utente deve sentirsi parte di qualcosa di speciale. Deve sentirsi unico.

Qualcuno ce l’ha fatta. Mi viene in mente Sean Ellis, l’inventore del growth hacking e della strategia innovativa dietro alla crescita di startup di successo come Dropbox, Eventbrite e Lookout.

Con “growth hackers” termine nuovo che lui stesso ha coniato, Ellis ha costruito una community che oggi conta oltre 120 mila persone solo su Twitter. E oggi Ellis è noto in tutto il mondo come l’esperto di growth hacking.

 

Conclusione

In questo articolo spero di essere riuscito a dimostrarti che in una community online, prima ancora di produrre contenuti è importante l’ascolto. Proprio quello stesso ascolto che noi di CMI poniamo alla base delle nostre ricerche online.

Entrare a far parte di una community online e utilizzarla nel modo giusto può rappresentare una svolta per il tuo business. Ma ricorda: la comunicazione non parte dalla bocca che parla ma dall’orecchio che ascolta.

 

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CMI Team

Esperti di Big Data online, ispiriamo le aziende a fare cose meravigliose, guardando nel loro settore grazie ai Big Data online.

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