Design Thinking e Mindset, come progettare business di successo

come progettare business di successo - mindfulness e meditazione per il business

Design Thinking e Mindset insegnano ad imprenditori e startupper come progettare un Business di successo. E grazie ai dati…

 

La Community Boosters intervista Fabio Petruzzi, Psicologo Psicoterapeuta Business Designer.

Tutti gli imprenditori sognano di progettare un Business di successo. Quello che non sanno è che spesso la loro mente fa l’esatto contrario e, nelle prossime righe Fabio Petruzzi, Psicologo Psicoterapeuta Business Designer ci spiegherà come e perché, introducendo il concetto di Design Thinking. Partendo da un dato…. Solo una startup su 100 arriva a realizzare l’idea iniziale. Questo numero impietoso ci dimostra che la maggior parte di quelle che pensiamo essere idee brillanti in realtà non lo sono. O forse non sono strutturate nel modo giusto per diventare progetti vincenti. Ma come si progetta un Business di successo? Per forza bisogna provare, sbagliare e riprovare all’infinito o quasi? In realtà Design Thinking e Mindset possono aiutare imprenditori e startupper a coltivare nel modo giusto i propri progetti.  

Tutte le idee sono buone finché non si scontrano con la realtà…

Fabio Petruzzi
Proprio così: ci sono molte citazioni utili a descrivere il Design Thinking, ma una delle mie preferita è, strano a dirsi, di Mike Tyson: tutti hanno un piano prima di prendere un pugno in faccia. Il Design Thinking ha una serie di strumenti e mappe visulai (Canvas) che mirano a produrre un’idea o migliorare uno o più elementi del processo o della struttura per poi arrivare quanto prima ad una verifica sul campo. Uno dei modelli fondamentali è il ciclo: idea, test e apprendimento. Insomma devo imparare a generare idee liberamente e se sono in team a farlo insieme agli altri, ma non mi devo innamorare di quelle idee, cosa che dal punto di vista umano avviene fin troppo spesso. Ma il punto è che noi dobbiamo metterle alla prova al più presto.  

Perché, secondo te, ci innamoriamo tutti delle nostre idee?

Una delle cose che mi ha colpito di più del Design Thinking è la centralità dell’essere umano: non solo del cliente finale, ma anche su chi crea quelle idee e su chi le realizza. Ma sono una serie di persone che le fanno funzionare o le affondano. Eppure noi tendiamo involontariamente a a identificare il mio io con tutto quello che ci riguarda, comprese le nostre idee: io sono quello che ho pensato… Di conseguenza, è molto difficile accettare che una nostra idea possa non funzionare o debba essere modificata… sarebbe come ammettere che noi siamo sbagliati!  

Molti startupper, proprio in fase iniziale, hanno spesso un’inibizione verso la condivisione delle proprie idee e rifiutano di lasciarsi contaminare dagli altri e di ricevere feedback immediati. Perché?

Concordo. Questo nasce da una paura e non da un’analisi critica della propria idea. Il Design Thinking è un processo meraviglioso portato avanti da persone. Durante il mio lavoro mi sono reso conto che la creatività e la capacità di innovare facendo cose nuove o ricombinando in modo diverso prodotti o servizi esistenti non dipende da un processo tecnico ma tipicamente umano. In realtà, condividere le proprie idee è il modo migliore per poterle validare e per farle evolvere con spunti sempre nuovi.  

C’è una corrente di pensiero che la tecnica tradizionale di brainstoriming sia limitante. Tu cosa ne pensi?

Il brainstorming come tutti sappiamo, è una tecnica in cui le persone condividono a flusso libero una serie di idee ma questa è solo la prima fase. Poi esplorando con un approccio divergente le idee superflue si arriva alla soluzione. Vero è che se all’interno del gruppo c’è una leadership autoritaria ancora prima che autorevole, questo rappresenta un elemento inquinante dal punto di vista psicologico e di gruppo. Noi dobbiamo liberarci dalla cultura del no o dal classico “si è sempre fatto così”, solo in questo modo saremo in grado di costruire un gruppo maturo in cui le idee possono essere veramente liberate. In psicotearapia come nella formazione aziendale le persone vorrebbero essere cambiate senza cambiarecome progettare un business di successo

Quindi qual è a tuo parere l’approccio corretto, specie in una PMI, per avere successo?

Thinking out of the box ma anche get out of the building. Dobbiamo cambiare il modo in cui vediamo le persone, gli oggetti e i servizi e le interazioni che si creano. Uscite fuori dalla scatole in cui lavorate tutti i giorni per vedere le opportunità. Le opportunità ci sono e per coglierle dobbiamo sviluppare un’attitudine nuova verso i dettagli. Mettere le persone al centro ascoltando davvero cosa dicono i nostri clienti e non disperdere queste informazioni. Un imprenditore mette le proprie idee e opportunità come su dei post-it, li fissa in bacheca pronto a cambiarle e a sostituirle se è il caso… Pensiamo al kaizen giapponese come approccio per i sistemi di gestione per la qualità e a come inviti tutte le risorse dell’azienda, dall’operaio al top manager ad offrire un’idea di miglioramento.  

Come sviluppare questa attitudine a cogliere i dettagli dal punto di vista pratico? E come cataloghiamo le nostre idee in azienda?

Chi ha la possibilità dovrebbe dedicare una stanza, un luogo fisico dedicato all’innovazione. Un imprenditore dovrebbe concepire la propria attività non solo come la produzione di un prodotto o servizio e la sua promozione lato marketing, ma una quota del nostro tempo e delle nostre energie devono essere costantemente dedicati alla generazione di idee. Essere attenti è un’attitudine e tutto questo grazie all’analisi dei dati viene potenziato e ci aiuta a cogliere le intuizioni. Quindi, riassumendo, i fattori sono due: lo spazio fisico e la continuità nel tempo. Dobbiamo allenarci a generare continuamente idee sospendendo il giudizio. E qui arriviamo alla mindfulness…  

In che modo la meditazione può aiutare gli imprenditori?

mindfulnes progettare business vincente La mindfulness è una meditazione che ci porta a concentrare tutta la nostra attenzione su un oggetto. Nella meditazione tradizionale questo oggetto è il respiro, ma il punto è che questo allenamento apparentemente semplice è durissimo. Basta osservare un orologio, per quanto tempo si è in grado di farlo prima di distrarsi, prima che un altro pensiero si insinui nella nostra mente. Di solito appena 2 o 3 secondi! Per poter essere completamente concentrati su qualcosa senza giudicarla si tradurrà concretamente in azienda. Non mi attaccherò a quella idea e anche nel lavoro e nelle azioni degli altri. Questa è una vera innovazione per la cultura aziendale. I vantaggi pratici della Mindfulness sono moltissimi, negli ultimi due decenni sono stati oggetto di molte ricerche scientifiche e nel tempo ho raccolto una quindicina di categorie di benefici diversi. Ad esempio:
  • riduzione processi infiammatori
  • miglioramento dei processi decisionali
  • aumento della concentrazione
  • riduzione di stati di ansia e depressione
solo per citarne qualcuno. Tutto questo dimostrato da ricerche scientifiche, con dati alla mano! Inoltre, il bello della Mindfulness che insegno io è che si trova a metà tra l’approccio Yoga e quello Buddhista, ma non si appoggia ad alcun credo o religione particolare. Chiunque può iniziare quando vuole, mantenendo le sue opinioni, perché si tratta semplicemente di fermarsi ad osservare come funziona la nostra mente e la nostra psicologia, non di abbracciare alcun particolare credo.

Per chi non ha mai meditato quali strumenti, applicazioni e/o letture consigli?

Insight Thinker - app per iniziare a meditare

Per chi è completamente a digiuno, il mio consiglio è intanto leggere un buon libro e avvicinarsi tramite una applicazione, e poi quando potrà, fare un corso dal vivo. Iniziare da soli va bene, però nell’interazione di un gruppo, il livello di coinvolgimento è molto più profondo! L’applicazione che io consiglio e che utilizzo di più è Insight Timer, che ha moltissime funzioni ed è la più utilizzata per la meditazione. Io la utilizzo sia come timer, sia per meditare. Al suo interno ha tantissimi corsi, alcuni più introduttivi e altri più approfonditi, e va benissimo per iniziare. Consiglio quindi di applicare l’app a un buon libro, come ad esempio “Metodo Mindfulness” di Mark Williams, libro molto pratico perché offre anche tracce audio da scaricare ed esercizi pratici da mettere in campo. La Mindfulness è infatti una cosa pratica: lavorare sull’essere umano è quanto di più pratico ci possa essere, perché ce lo portiamo dentro in ogni momento!  

Cosa consiglieresti per restare concentrati sul qui e ora, per andare oltre il pensiero positivo e sviluppare un pensiero realistico nel lavoro?

Uno strumento concreto è senza dubbio imparare a meditare. Non è un aspetto astratto o così lontano dalla nostra cultura. Se noi non abbiamo sviluppato una vicinanza reale alla nostra mente, lei lavorerà contro di noi agendo sulla percezione del rischio, della frustrazione e di tutti quei sentimenti che ogni libero professionista prova ogni giorno durante il suo lavoro. Noi tendiamo a fare nostri i nostri pensieri ma meditando impariamo che c’è una modalità diversa dal fare che è l’unica che conosciamo. Impariamo a riconoscere uno spazio dell’essere in cui la nostra mente si rigenera e la pesantezza del cuore si alleggerisce. E questo spazio, se praticato con costanza, ci farà rendere conto del modo in cui noi inquiniamo le nostre azioni con le nostre opinioni ed emozioni distruttive.  

Mente e cuore in sintonia?

Una mente più calma ci aiuta a valutare più serenamente ogni decisione, non a caso ci sono diversi studi che dimostrano come la meditazione migliori il processo di decision-making. Steve Jobs praticava meditazione e non è l’unico imprenditore ad averlo fatto… La presa di una decisione raramente è esclusivamente Data Driven. C’è sempre una componente emotiva e personale. Quando ci sono due opzioni ugualmente valide è il fattore umano a scegliere. La chiave è lavorare sull’essere umano, anche per progettare un Business di successo.

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